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Centenario di Giovanni Paolo II

Era fatto tutto di libertà. Perché fu proprio la libertà, basata su Dio e sulla fede, ad occupare il posto chiave nel suo insegnamento sociale. Libertà da e libertà di – con una voce forte parlava infatti in difesa dei poveri e degli oppressi, ma anche con una parola decisa era capace di fare un urlo, di richiamare l'attenzione su qualche male. E allora noi applaudivamo... Facemmo una cosa giusta? Perché questa sua libertà assoluta è difficile, ma è anche importante – soprattutto oggi – non solo perché fece uscire il mondo dal comunismo, ma anche perché c’è sempre più schiavitù ai nostri tempi. Ridurre Giovanni Paolo II esclusivamente al ruolo di liberatore, leader del mondo, sembra essere penalizzante. E anche se molti ci hanno provato, vogliamo riflettere nuovamente insieme a voi sull'eredità di Karol Wojtyła – nel centenario del suo compleanno.

Abbiamo omesso qualcosa? Dopotutto, non era solo una mente brillante, non solo un gigante dello spirito, ma anche un uomo bellissimo, di cui ricordiamo il sorriso e la voce, come se ci fossimo visti solo ieri, e non solo noi, in Polonia. Per molti – in Africa, in America o in Asia – Papa Giovanni Paolo II fu il primo a visitare quei Paesi, portando il cristianesimo fuori dalla stretta eurocentrica. Questo è quanto scrivono, tra l’altro, gli Autori invitati a scrivere per la nostra rivista, provenienti da diversi angoli del mondo, quando riscoprono Giovanni Paolo II. Forse è anche questo il senso della libertà? Un costante ritorno alla fede e ai valori eterni che Giovanni Paolo II predicava anche nei tempi più difficili.

Michał KŁOSOWSKI

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