Prof. Renato CRISTIN: L'Europa deve assolutamente condannare il comunismo e la sua ideologia criminale Prof. Renato CRISTIN: L'Europa deve assolutamente condannare il comunismo e la sua ideologia criminale

L'Europa deve assolutamente condannare il comunismo e la sua ideologia criminale

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Prof. Renato CRISTIN

Professore all'Università di Trieste in Italia, ex direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Berlino ed ex direttore scientifico della Fondazione Liberal di Roma.

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Nel 1945, quasi trent’anni dopo la nascita dell’Unione Sovietica nel 1917, il comunismo come regime politico e forma di stato divise il continente europeo in due parti, segnando con terrore e sangue un confine che, come una profonda ferita, fece soffrire i popoli dell’Europa orientale ed indignare i cittadini dell’Europa occidentale.

Il microcosmo di questa grande ferita geopolitica era la città di Berlino, dove il muro rifletteva l’essenza della cortina di ferro e dove si potevano osservare, come sotto una lente d’ingrandimento, drammi umani e tragedie storiche causate dal comunismo. Nel 1989 il muro di Berlino fu abbattuto grazie alla caparbietà dell’Occidente, guidato dagli Stati Uniti. La loro perseveranza fu simbolicamente ma anche fisicamente rappresentata da Ronald Reagan e dal grande Papa polacco Giovanni Paolo II.

Per quasi cinquant’anni il comunismo fu la causa della frattura tra i due blocchi del mondo diviso in due, e quindi dell’Europa. Ma erano gli stati o i loro governi ad essere ostili l’uno all’altro: i paesi socialcomunisti da un lato e i paesi liberaldemocratici dall’altro.

Le singole nazioni invece non erano divise nella stragrande maggioranza perché sia in Oriente che in Occidente erano tradizionalmente, soprattutto dai tempi moderni, ispirate da un principio che il comunismo negava e sopprimeva: libertà intesa come libertà personale e civica, libertà di religione e libertà artistica, libertà di pensiero e di parola, imprenditorialità e proprietà privata. L’ideologia comunista è infatti un tratto enorme e tragico nella storia dell’Europa contemporanea.

Ora, trent’anni dopo il crollo dell’Unione Sovietica e dei suoi regimi satelliti, la comprensione del male costituito dal comunismo, può aiutare a unire ulteriormente i popoli d’Europa. La mia tesi è questa: se decidiamo finalmente di condannare definitivamente il comunismo, come l’abbiamo giustamente fatto con il nazionalsocialismo, il rifiuto unanime di questa ideologia illiberale, antieuropea, anticristiana, criminale e antiumana potrebbe rafforzare sia i legami interpersonali che tra le nazioni d’Europa.

Questo nodo gordiano costituito dal comunismo, non fu mai completamente tagliato dalla cultura o dalla politica europea. Solo quando avremo finalmente risolto questo problema troveremo l’elemento unificante che manca ancora nella dialettica positiva tra i partiti europei che possiedono i loro rappresentanti al Parlamento europeo. Così come, ad eccezione di pochi e piccoli gruppi di neonazisti, tutti i partiti europei sono uniti nella condanna del nazionalsocialismo, altrettanto dovrebbe accadere con la condanna definitiva del comunismo e della sua ideologia mortifera.

Ma in questo caso non è così, o almeno non ancora. Purtroppo, abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere una tale consapevolezza, e l’Europa è ancora lacerata dall’interno da una malattia dell’anima, ovvero dall’ideologia del comunismo. Per analizzare la presenza di questa ideologia nell’Europa contemporanea, dobbiamo partire da una domanda concreta: perché non fu fatta la stessa cosa – e qual era il nostro sacrosanto diritto – al nazionalsocialismo?

Ponendo qui un segno di uguaglianza, voglio sottolineare sia la parentela di entrambi i totalitarismi nella loro essenza criminale e genocida, che le differenze tra loro in termini di metodi di controllo sociale e di sterminio di massa. Credo che per rispettare l’unicità della Shoah, ovvero l’Olocausto, sia anche necessario condannare definitivamente i crimini e i genocidi comunisti.

Quando la questione diventa in ultima analisi res iudicata, presa sul serio e senza mezzi termini, il comunismo ha la possibilità di diventare un mostro da temere, una tragedia che non deve mai ripetersi. Questo può servire a unire gli europei contro il loro vero nemico comune (costituito ovviamente dal comunismo, ma oggi anche dall’islamismo radicale). Dobbiamo far capire agli europei che il comunismo è un virus, un organismo estraneo alle vere tradizioni dell’Europa, un nemico della sua civiltà.

La condanna definitiva del comunismo dovrebbe quindi essere il principale obiettivo politico che l’Unione europea deve perseguire oggi – da un lato perché i popoli dell’Europa orientale vogliono un giudizio storico che impedisca sia il ritorno del comunismo in qualsiasi forma che la loro rinnovata oppressione, e dall’altro perché i popoli dell’Occidente dovrebbero conoscere questa ideologia, averne paura e rifiutarne i nuovi focolai nei loro paesi.

Proprio seguendo questa linea di pensiero, l’anno scorso, insieme al nostro amico defunto Vladimir Bukovsky, facemmo e lanciammo un appello per un processo a Norimberga del comunismo, che avrebbe avuto un valore non solo storico ma anche politico e morale. La condanna dei crimini dell’ideologia comunista è infatti un’esigenza che tocca la coscienza civile e morale del mondo libero. Questa coscienza dovrebbe trarre conclusioni dall’esperienza indesiderata delle nazioni dell’Europa centrale e orientale.

Tuttavia, ci fu a lungo una grande resistenza a questo obiettivo in Europa; il mondo della cultura e dei media, questo diversificato contesto di progressività che sostenne sempre il marxismo culturale, rifiuta di identificare il comunismo con il nazismo e si limita a criticare il cosiddetto socialismo reale, salvando così l’idea comunista presentata come l’ideale del bene e della giustizia.

Questa grande menzogna storica e teorica permise di promuovere il comunismo in Europa e in tutto il mondo, ma è giunto il momento di esporlo e di dire al mondo la verità, che può portare a una condanna definitiva di questa ideologia.

Prof. Renato CRISTINL’Europe doit définitivement condamner le communisme et son idéologie criminelle

Il testo pubblicato contemporaneamente sulla rivista mensile polacca Wszystko Co Najważniejszenell’ambito del progetto realizzato con l’Instytut Pamięci Narodowej (Istituto della Memoria Nazionale).

Materiale protetto da copyright. Ulteriore distribuzione solo su autorizzazione dell'editore. 11/12/2020

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