André P. DeBATTISTA: John Paul II and the European Ideal André P. DeBATTISTA: John Paul II and the European Ideal
André P. DeBATTISTA

André P. DeBATTISTA

John Paul II and the European Ideal

There are no doubts on St John Paul II’s credentials to be considered co-Patron of Europe. He was one of Europe’s most outstanding figures; one of the few in the twentieth century who understood that one could be a great patriot and European.

Cardinal Stanisław DZIWISZ: John Paul II ahead of his time Cardinal Stanisław DZIWISZ: John Paul II ahead of his time
Kardynał Stanisław Dziwisz

Kardynał Stanisław Dziwisz

John Paul II ahead of his time

In times of progressive atomisation and anomie of social life, he was focusing on solidarity as a fundamental rule of collective life. For him, it was a social translation of love, inspired by the words of Saint Paul: “Carry one another’s burdens”.

Abp Stanisław GĄDECKI: John Paul II did not avoid difficult issues Abp Stanisław GĄDECKI: John Paul II did not avoid difficult issues
Abp Stanisław GĄDECKI

Abp Stanisław GĄDECKI

John Paul II did not avoid difficult issues

Karol Wojtyła, St. John Paul II, was born in the year of the Battle of Warsaw when Poland saved Europe from Soviet communism invasion. He experienced the Nazi occupation during the World War II, and the communist rule afterwards. His confrontation with the two totalitarian systems: the German and Russian regimes, as well as experience of working along with the working class, deeply influenced his perception of the world.  When he became Pope “from a distant country”, distance in this…

Chantal DELSOL: The Pole Who Opened Our Eyes Chantal DELSOL: The Pole Who Opened Our Eyes
Chantal DELSOL

Chantal DELSOL

The Pole Who Opened Our Eyes

n truth, it was him who, by his sheer presence, did away with what historian François Furet calls “the universal charm of October”

Maciej ZIĘBA OP: L'eredità di un “Ragazzo polacco” Maciej ZIĘBA OP: L'eredità di un “Ragazzo polacco”
Maciej ZIĘBA OP

Maciej ZIĘBA OP

L'eredità di un “Ragazzo polacco”

Giovanni Paolo II fu il primo Papa ad apprezzare il ruolo di uno stato di diritto democratico e di un’economia di libero mercato. Ma non incondizionatamente.

Chantal DELSOL: Il polacco che ci aprì gli occhi Chantal DELSOL: Il polacco che ci aprì gli occhi
Chantal DELSOL

Chantal DELSOL

Il polacco che ci aprì gli occhi

In realtà fu lui che, con la sua stessa presenza, affrontò ciò che lo storico François Furet chiamava “il fascino universale dell’Ottobre”. Il mio Paese, la Francia, impiegò molto tempo per comprendere il comunismo. Più di altri paesi occidentali, tranne forse l’Italia. Negli anni Settanta l’intellighenzia francese era ancora fortemente marxista o filomarxista, ed il Partito Comunista (PC) aveva una forte posizione. Si era spesso sentito dire che L’Archipelago GULag fu in realtà scritto dalla CIA… Le ragioni di ciò…

Marin O'BRIEN: A non-Italian pope and one from behind the Iron Curtain! Marin O'BRIEN: A non-Italian pope and one from behind the Iron Curtain!
Martin O’BRIEN

Martin O’BRIEN

A non-Italian pope and one from behind the Iron Curtain!

In Ireland John Paul II is most remembered for his heartfelt plea in Drogheda – greeted by wild applause – “in language of passionate pleading” to those engaged in violence : “On my knees I beg you to turn away from the paths of violence and return to the ways of peace.”

Prof. George WEIGEL: The continuing importance of John Paul II Prof. George WEIGEL: The continuing importance of John Paul II
Prof. George WEIGEL

Prof. George WEIGEL

The continuing importance of John Paul II

John Paul II insisted on the linkage between genuine human freedom and truth, especially moral truth. Living in the truth was essential to living freedom nobly – writes Prof. George WEIGEL Shortly after John Paul II died on April 2, 2005, Henry Kissinger described him as the emblematic figure of the late twentieth century. That judgment certainly had to do with John Paul’s pivotal role in the collapse of European communism. As the years after his death lengthen, however, it…

Prof. George WEIGEL: Giovanni Paolo II - uno dei grandi liberatori Prof. George WEIGEL: Giovanni Paolo II - uno dei grandi liberatori
Prof. George WEIGEL

Prof. George WEIGEL

Giovanni Paolo II - uno dei grandi liberatori

Poco dopo la morte di Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005, Henry Kissinger lo definisse come una figura emblematica della fine del XX secolo. Questa opinione era certamente legata al ruolo chiave che Giovanni Paolo II svolse nel rovesciare il comunismo in Europa. Tuttavia, col passare degli anni dalla sua morte, mi sembra che la grandezza di Giovanni Paolo II sia dovuta in gran parte alla sua analisi profonda della condizione umana nella tarda modernità e nella postmodernità. Queste intuizioni vennero dalla sua solida fede, che a sua volta gli diede la straordinaria capacità di “vedere” il mondo da una prospettiva biblica, dalla sua intensa vita intellettuale, attraverso la quale capì ciò che vide, ed infine dalla sua ricca esperienza pastorale, che lo aiutò a comprendere gli effetti di ciò che vedeva ed analizzava nella vita quotidiana delle persone.
Egli sapeva ed insegnava che il progetto della civiltà che noi chiamiamo “Occidente” nasceva da una feconda interazione tra Gerusalemme, Atene e Roma; dall’insegnamento basato sulla religione biblica che la vita è un pellegrinaggio e richiede una ricerca coraggiosa; da una fiducia greca nelle capacità della ragione di conoscere la verità; dalla credenza romana che lo stato di diritto prevale sul principio della forza bruta.
Quando la religione biblica viene rifiutata, la fede nella ragione comincia a fallire e l’irrazionalità diventa una forza pericolosa nella vita pubblica. Vedendo tutto ciò, Giovanni Paolo II era estremamente previdente in relazione alla crisi morale della civiltà dell’Occidente del XXI secolo.
Egli sapeva ed insegnava che l’umanità è “teotropica”: lo spirito umano ha un innato desiderio del divino ed un costante bisogno di culto. Quindi, se non vengono trovati i veri oggetti di fede e di culto, lo diventeranno oggetti falsi. Così l’autocostruita prigione del secolarismo indebolisce lo spirito umano, tentandolo ad adorare falsi dei, come la ricchezza ed il potere.
Egli sapeva ed insegnava che Dio non è un rivale dell’umanità, una sorta di “Super-Essere” in competizione con altri esseri. Giovanni Paolo II, invece, seguendo le orme di San Tommaso d’Aquino, ripeteva che Dio è l’essenza stessa. Dio che si presentò a Mosè come “IO SONO COLUI CHE SONO” [Esodo 3,13] è l’ipsum esse subsistens dei filosofi – ciò che rende possibile tutto il resto. Gli umanisti atei del XIX secolo (Comte, Feuerbach, Marx, Nietzsche) fraintesero sempre questo, così come i nuovi atei della fine del XX e dell’inizio del XXI secolo (Dawkins, Dennett, Harris, Hichens). Dio non è un concorrente dell’umanità; Dio della Bibbia è un liberatore per l’umanità. Sapendo questo, Giovanni Paolo II poteva diffondere la liberazione in prima persona.
Egli sapeva ed insegnava che la “scelta” non è tutto, e la libertà senza legame con la verità ed il bene diventa ingenua. Giovanni Paolo II capì che confondere la libertà con la mera arbitrarietà porta inevitabilmente la democrazia all’autodistruzione. Perché se c’è solo “la mia verità” e “la tua verità”, quando le nostre “verità” divergono, non c’è altra strada per concordare le differenze che non sia quella in cui tu mi imponi il tuo dominio o io ti impongo il mio.
Il ventesimo secolo avrebbe dovuto insegnare all’umanità a cosa porta la volontà distaccata dalla verità: Gulag, i campi di sterminio nazisti e l’Holodomor ucraino. È proprio per salvare l’umanità dalle future esperienze di autodistruzione, Giovanni Paolo II insistette a collegare la vera libertà umana alla verità, soprattutto alla verità morale. Vivere nella verità era necessario per lui per vivere una vita nobile in libertà.
Egli sapeva ed insegnava che una “società libera” del XXI secolo deve essere costituita da una comunità democratica, da un’economia orientata al mercato e da una vivace cultura morale pubblica. E la cultura fu la chiave per una vita politica ed economica veramente liberata, che riflette la dignità umana. Non visse mai in una democrazia matura o in un’economia di mercato correttamente funzionante, ma Giovanni Paolo II capì che la democrazia ed il mercato non sono macchine che si autogovernano.
Il sistema di politica democratica e di libera economia deve essere governato da persone virtuose, se non si vuole che queste libere istituzioni diventino autodistruttive.
Egli sapeva ed insegnava che la memoria storica deve essere purificata dalle menzogne per evitare in futuro gli errori, spesso fatali, del passato. Così fu nel caso della Chiesa e così fu nel caso delle nazioni. Riscrivere la storia per scopi parziali, politici o per evitare spiacevoli verità sul passato della Chiesa fu una maledizione per Giovanni Paolo II – e dovrebbe esserlo per tutti coloro che rispettano la sua memoria.
Egli sapeva ed insegnava che la tolleranza non significa evitare o ignorare le differenze; la vera tolleranza significa coinvolgere le differenze in un legame di gentilezza e rispetto per l’“altro”, in modo che la verità possa essere spiegata ed il bene comune possa servire a tutti. Per Giovanni Paolo II, “solidarność” (solidarietà) non era solo il nome di un sindacato o di un movimento di riforme sociali e politiche; “solidarność” era anche una virtù necessaria di una società libera. Solidarność, orbene, si basa sulla vera tolleranza. Egli sapeva ed insegnava che il patriottismo non va confuso con un cieco nazionalismo, che toglie all’“altro” ciò a cui ambisce per la propria patria.
In tempi di scetticismo, cinismo e secolarizzazione colpisce il fatto che tutte queste osservazioni e conclusioni provengano, in un modo o nell’altro, dalla convinzione di Giovanni Paolo II che Gesù Cristo è la risposta alla domanda, che è la vita di ogni uomo. Questa convinzione aprì Giovanni Paolo II ad un vasto mondo di conversazioni con coloro che erano “diversi”. Ciò risvegliò la Chiesa cattolica. E fece del Papa uno dei grandi liberatori.
George Weigel

Tatsuo SHIRAHAMA: True Peace, True Faith Tatsuo SHIRAHAMA: True Peace, True Faith
Tatsuo SHIRAHAMA

Tatsuo SHIRAHAMA

True Peace, True Faith

St. John Paul II made history in February 1981 becoming the first pontiff to visit Japan, a non-Christian country with a deep and faithful hidden Christian history behind.

Massimo FAGGIOLI: John Paul II, the last European pope Massimo FAGGIOLI: John Paul II, the last European pope
Massimo FAGGIOLI

Massimo FAGGIOLI

John Paul II, the last European pope

In some sense John Paul II was the last European pope: he was the successor to the last Italian popes (Paul VI and the very brief papacy of John Paul I), before the global turn of Catholicism that is developing under our very eyes.

Prof. Arkady RZEGOCKI: The Pope of Solidarity  Prof. Arkady RZEGOCKI: The Pope of Solidarity 
Prof. Arkady RZEGOCKI

Prof. Arkady RZEGOCKI

The Pope of Solidarity 

This legacy of St John Paul II resonates strongly as we navigate our way through the Covid-19 crisis.

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